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Bionde e attaccanti sognano di portare il Padova in Serie B «Il calcio è libertà»

Le due Alice si raccontano: le prime sfide con i maschi gli idoli Messi e Neymar, le scaramanzie, il nonnismo

Giovani, slanciate, bionde, attaccanti e anche omonime. In un periodo in cui vanno di moda le sardine, il Calcio Padova femminile si coccola le sue Alice. Tra i segreti della striscia positiva della formazione di Fabio Di Stasio c’è l’esplosione della baby Alice Costantini e Alice Gallinaro. Ma con tutte queste somiglianze, sia tecniche che fisiche, come le distinguiamo. C’è almeno un soprannome?
Costantini: «Per tutti sono Costa».
Gallinaro: «Mi chiamano Alice, qualcuno Bubi».

Come nasce la vostra passione? C: «Sono nata nel 1999 a Venezia, dove sono cresciuta in centro storico giocando tra le calli con i maschi, come una volta. A 12 anni mia madre mi ha iscritto in una squadra femminile e da due anni sono a Padova». G: «Sono del 2000 e ho un fratello gemello che giocava nella scuola calcio del Padova. Un giorno si infortuna un suo compagno ed entro io al suo posto, da lì inizia la mia carriera. Sono di Montemerlo, ho cominciato a Teolo e da tre anni sono al Padova».

Pregi e difetti della tua compagna? C: «È rapida e salta bene l’avversaria. Deve credere di più in se stessa, ha poca autostima». G: «Ha grande tecnica e velocità. Ma deve tirare di più in porta, non lo fa mai».

Mister Di Stasio vi ha lanciato in questa stagione, cosa ha contribuito di più alla vostra crescita? C: «Sono migliorata caratterialmente. Ero troppo incazzosa, me la prendevo con me stessa, mi arrabbiavo al minimo errore e mi buttavo giù. Il mister mi ha aiutato e si è dimostrato molto sensibile». G: «Allenarti con le più grandi ti fa maturare in fretta. E concordo che il mister abbia grande tatto con noi».

Avrà anche dei difetti questo allenatore. C: «Beh, ogni tanto è un po’ testardo». G: «Diciamo che porta avanti con ostinazione le sue scelte».

E le compagne? Anche nel calcio femminile c’è nonnismo con le nuove leve? C: «Molto. Io ho pagato lo scotto la scorsa stagione, ora sono tranquilla». G: «Sono da quest’anno in prima squadra e così sono presa di mira. Ma in modo positivo. La settimana scorsa mi hanno buttato in doccia vestita dopo un allenamento».

Scaramanzie? C: «Devo mettere prima il parastinco sinistro e poi il destro». G: «Zero».

La compagna più forte? C: «Vanessa Stefanello è matura e completa, si vede che arriva dalla B». G: «Chiara Sarain sta disputando un gran campionato. Magari smetterà anche di farmi gli scherzi».

Idolo calcistico? C: «Messi». G: «Neymar».

Perché amate il calcio? C: «A scuola i compagni mi dicevano che è uno sport da maschi non da femmine, ma quando mi vedevano giocare cambiavano idea. Per me il calcio è libertà, fa emergere la tua personalità». G: «Sono partita giocando con i maschi e sentivo i loro commenti. Ma io amo far parte di una squadra e lottare per lei. Da sola non vai da nessuna parte».

Sogno nel cassetto? C: «Fare il salto di categoria, vogliamo finire bene una stagione che resta comunque al di sopra delle aspettative». G: «La Serie B con il Padova». —

A cura di: Stefano Volpe