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Schiavon: Il nostro obiettivo sarà uscire dal campo sapendo che abbiamo fatto il massimo, senza rimpianti.

Ai nostri microfoni Gabriele Schiavon, preparatore atletico della formazione biancoscudata:

Ciao Gabriele! La stagione corrente, come la parte della precedente, si può definire atipica dal punto di vista sportivo. Ciò nonostante, pur essendoci oggettive difficoltà, si è trovata una sorta di continuità negli allenamenti e nel disputare il campionato. Com’è da preparatore atletico affrontare e pianificare una stagione lineare, per ora, ma che nasconde molte potenziali incognite?

«La stagione dal punto di vista sportivo è unica, attualmente. In primis perchè si possono avere più piani di lavoro, ma la situazione attuale porta a dover essere elastici, pronti ad ogni cambiamento. Detto ciò: solitamente al periodo di preparazione estiva segue il periodo agonistico di circa 6-7 mesi continui, con fasi di carico e scarico legati al calendario e al periodo dell’anno. Quest’anno, terminata la preparazione estiva, dopo sole 3 settimane il periodo agonistico ha visto l’interruzione delle partite per due mesi pieni, ma non degli allenamenti. Questo ha spostato l’attenzione su tre aspetti: mantenimento del giusto approccio mentale e del senso di competizione, mantenimento della condizione fisica ottimale, ed evitare un eccessivo sovraccarico. Carichi troppo intensi ci avrebbero portato probabilmente da una parte ad una condizione fisica migliore alla ripresa del campionato dopo i 2 mesi di stop, dall’altra a pagare dazio nel girone di ritorno. Non è pensabile essere al massimo dal punto di vista fisico da metà ottobre a fine giugno, dei cali sono fisiologici, il lavoro è stato pensato per affrontare al meglio le prime partite del girone d’andata, con uno stato di forma sicuramente migliore il girone di ritorno. Attualmente siamo abbastanza in linea con la programmazione, il lavoro svolto fin qui darà i suoi frutti.»

Questo è il secondo anno che fai parte dello staff tecnico, questa stagione ti vede impegnato a pieno regime. Come ti trovi nell’ambiente del calcio femminile? Hai avuto esperienze anche nel maschile, che differenze ci sono, se ci sono?

«L’ambiente del Padova Femminile mi piace. Lo chiamo così non per distinguere dal maschile ma perchè questo è il nome della squadra. Le differenze squadre maschili e femminili ci sono, sia dal punto di vista caratteriale che fisico. Ma è normale perchè siamo tutti diversi, sono differenze riscontrabili anche tra squadre maschili appartenenti a categorie diverse o uguali, stesso discorso per le squadre femminile. Personalmente penso che quando si parlerà definitivamente di “ambiente del calcio” e non più di “ambiente del calcio femminile” avremo fatto un grande passo sia sotto il profilo della cultura sportiva, che quello culturale in generale.»

Dacci infine una tua personale visione del campionato, si è chiuso un girone d’andata positivo per la squadra in termini di prestazioni e risultati. Cosa ti aspetti da quello di ritorno?

«Penso che almeno 4-5 punti in più avremmo potuto tranquillamente prenderli nel girone d’andata. Ce li riprenderemo con gli interessi nel girone di ritorno. Il nostro obiettivo sarà uscire dal campo sapendo che abbiamo fatto il massimo, senza rimpianti.»

Ufficio Stampa: Alessia Mazzucato